Come passare da 5 a più di 20 pazienti al mese e uno studio fisico

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Scopri il metodo che permette agli psicologi che seguiamo di ottenere fino a 30 nuovi pazienti al mese imparando a promuoverti online in modo etico.

Ciao psicologo/a oggi voglio parlarti della storia della mia cliente Elisabetta Violato che è riuscita a passare da circa 5 a più di 20 pazienti al mese, con picchi di 30 fino ad aver da poco inaugurato il suo primo studio.

Voglio che questa storia sia per te fonte di ispirazione e formazione allo stesso tempo per imparare a promuoverti online come Psicologo/a.

Cominciamo dall’inizio.

Il primo incontro fra me ed Elisabetta

Come in molte occasioni, ho ricevuto una prenotazione per una prima call conoscitiva gratuita tramite il mio sito web personale www.simonetalamo.it, sito da cui ho sempre lavorato prima di avviare questo progetto.

Abbiamo fissato il nostro primo incontro tramite videochiamata e ci siamo conosciuti per la prima volta. Come di consueto, mi sono fatto raccontare i suoi progetti e le difficoltà che stava avendo nel promuoversi come psicologa.

Nel caso specifico di Elisabetta, faceva fatica a vivere di questa professione, avendo all’incirca solo cinque pazienti al mese. Aveva tentato di promuoversi facendo qualche video su Facebook e qualche piccola pubblicità a pagamento, ma senza alcun ritorno significativo.

Ho capito che sarei stato in grado di aiutarla, ma c’era un problema: un percorso di affiancamento che dura diversi mesi richiede un certo tipo di investimento e lei non era sicura di potercela fare.

Ci siamo risentiti una seconda volta perché Elisabetta era decisa a intraprendere questo percorso, ma doveva scegliere se fidarsi di me e spendere i suoi risparmi. Personalmente, comprendo quanto sia difficile prendere una decisione del genere quando il budget è limitato e il rischio di una fregatura è alto. In effetti, io ed Elisabetta ci eravamo visti solo due volte.

Dopo qualche giorno di riflessione, però, decise di buttarsi in questo progetto e, come disse anche lei nella sua video testimonianza, fu la decisione più giusta che potesse prendere perché il suo lavoro prese letteralmente il volo.

Fase 1: Creazione e ottimizzazione dell’Offerta

Abbiamo così dato vita al programma di affiancamento e come primo step fondamentale da cui parto ogni volta che lavoro con uno/a psicologo/a riguarda la propria offerta.

L’offerta è composta questi fattori:

  • Pubblico di riferimento
  • Tipologia di problema che aiuti ad affrontare
  • Tempistica
  • Modalità di erogazione
  • Prezzo

L’offerta è l’elemento principale da cui partire perché tutta la tua comunicazione ruoterà attorno a questa.

Un’offerta chiara ti permette di attirare persone in target, ti da autorevolezza e ti differenzia dai tuoi colleghi.

Ti faccio un esempio.

Sono una persona che ha la fobia di guidare l’auto. Non ce la faccio proprio eppure riconosco che è fondamentale per essere libero e autonomo.

Comincio a cercare psicologi in grado di aiutarmi a risolvere questo problema e trovo due psicologi che sul loro sito web si propongono così:

Psicologo A

Mi chiamo Mario e ti aiuto in caso di:

  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Conflitti di coppia
  • Problemi legati alla sessualità
  • Problemi legati alla gestione dei figli nel contesto di infanzia e adolescenza
  • Disturbi d’ansia con elevata sofferenza emotiva
  • Fobie
  • Attacchi di panico
  • Fenomeni depressivi
  • Narcisismo primario
  • Dipendenze affettive

Psicologo B

Mi chiamo Mario e aiuto le persone a liberarsi definitivamente delle loro fobie, permettendo loro di ritrovare la libertà, grazie a un percorso di 8 settimane.

Se tu fossi la persona che ha la fobia di guidare, chi sceglieresti?

Probabilmente anche lo Psicologo A è in grado di aiutarmi a risolvere questo problema ma non sceglierei mai uno psicologo che dichiara di poter aiutare tantissimi tipi di persone differenti a risolvere tantissimi tipi di problematiche differenti.

E’ come se tu avessi un problema grave al ginocchio e preferiresti farti operare dal medico generale rispetto allo specialista del ginocchio.

Le persone scelgono più facilmente quando davanti hanno uno specialista e sono disposte a pagare anche di più.

Ricorda questo:

“Lo Psicologo vende la Trasformazione“

Più questa “trasformazione” viene “impacchettata” e più diventa facile sia da comunicare per te, sia da acquistare per il paziente.

I tuoi potenziali pazienti non sono interessati tanto alle tecniche che utilizzi o alle certificazioni che hai. Loro vogliono sapere se tu sei in grado di aiutarli a raggiungere la trasformazione che desiderano.

Tu devi essere il ponte tra quello che sono attualmente e quello che vogliono diventare.

Questo ponte è la tua offerta specifica.

Per questo motivo devi cercare di creare un’offerta che non riguarda TUTTI a risolvere TUTTI i tipi di problemi

“TUTTI” non sono i tuoi clienti. Ricordati che se parli a TUTTI in realtà non parli a nessuno.

Ma ora torniamo alla storia di Elisabetta.

Nel suo caso, trovare l’offerta è stato più facile del previsto perché fin da subito aveva abbastanza le idee chiare: voleva aiutare le donne ad uscire dalla dipendenza affettiva.

  • Target di persona molto chiaro: le donne
  • Problematica specifica: dipendenza affettiva

Abbiamo così stabilito un numero minimo di seduto e un prezzo e siamo passati alla fase due: Creazione Contenuti

Fase 2: Creazione Contenuti sui canali Social

Elisabetta aveva già provato a fare qualche video su Facebook ma non aveva riscontrato nessun tipo di risultato.

Così oltre ad averla introdotta alle basi del montaggio video con applicazioni gratuita come CupCut, le ho insegnato le tecniche di comunicazioni principali per far funzionare un video.

Ecco un esempio che ha raggiunto oltre 15.000 visualizzazioni:

Prima di tutto un video si divide in 3 step:

  1. Gancio
  2. Contenuto
  3. Richiamo all’azione

1. Il Gancio

Il Gancio rappresenta il primi 3/5 secondi del video e serve per attirare sin da subito l’attenzione. Deve essere una frase o una scena che da subito ti incuriosisce e ti fa capire se vale la pena continuare a guardare oppure passare al prossimo video.

E’ la parte in assoluto più importante del video perché senza un buon gancio non avremo visualizzazioni e quindi nessun contatto da parte di potenziali pazienti.

2. Il contenuto

Il contenuto rappresenta il grosso del video, è l’argomento che vuoi trattare. Se il gancio serve per attirare l’attenzione, il contenuto serve per fidelizzare con chi sta guardando il video affinché lo veda fino all’ultimo.

Un video in formato verticale per i social come Instagram, Facebook o TikTok non deve mai essere troppo lungo. Io consiglio di stare nei 30 sec. massimo 1 minuto.

Ovviamente possono funzionare anche video più lunghi di 1 minuto ma più allunghiamo il video e più diventa difficile mantenere l’attenzione.

Ma i consigli più utili in assoluto che posso darti riguardo al contenuto sono questi due. Segnali perché fanno tutta la differenza del mondo:

  1. Passa da “come fare per” a “come faccio IO per”.
  2. Non parlare solo del Problema. Parla anche della Sofferenza e della Frustrazione di chi ha quel Problema.

Vediamoli nel dettaglio.

Passa da “come fare per” a “come faccio IO per”.

Se utilizzi i social noterai come molte persone danno consigli del tipo “3 modi per superare l’ansia” vero?

Questi sono consigli generici che non ti qualificano come un esperto in grado di aiutarmi. Le persone sono stufe di contenuti privi di personalità come questi.

Quindi per funzionare incredibilmente bene e convertire i follower in pazienti, il titolo deve passare da: “3 modi per superare l’ansia” a “3 modi con cui IO aiuto i miei pazienti a superare l’ansia”.

Suona diversamente non è vero?

In questo modo mi stai indirettamente facendo capire che TU SAI come aiutarmi a superare l’ansia. Nel primo caso invece non mi dimostri di saperlo, mi stai solo erogando un informazione che potrei leggere ovunque anche da solo.

Ora passiamo al secondo consiglio.

Non parlare solo del Problema. Parla anche della Sofferenza e della Frustrazione di chi ha quel Problema.

Se devi creare un contenuto rivolto a chi ha la fobia di guidare, puoi concentrarti sul “Problema” o sulla “Sofferenza” che questa fobia comporta.

Parlando del problema, potresti affrontare la fobia in generale. Ad esempio, un video intitolato “Le possibili cause della fobia di guidare” potrebbe esplorare le origini di questa paura e le ragioni per cui si sviluppa.

Se invece ti concentri sulla sofferenza, potresti mettere in evidenza le difficoltà quotidiane che queste persone affrontano. La fobia di guidare può rendere impossibile andare in palestra, fare un viaggio, prendere i figli a scuola, o persino costringere a chiedere sempre a qualcuno di accompagnarli.

Queste sono le frustrazioni che una persona con la fobia di guidare vive costantemente. Esplorando in profondità queste difficoltà, dimostrerai di conoscere a fondo i loro problemi, facendo capire loro che sai come aiutarli a uscirne.

Infine il Richiamo all’Azione.

3. Richiamo all’Azione

Il richiamo all’azione indica l’azione che l’utente deve compiere dopo aver visto il video. Può trattarsi di un invito a prenotare una call conoscitiva con te, a seguirti sui social, a condividere il video con qualcuno che potrebbe trovarlo interessante, ecc.

Potrà sembrarti strano, ma se non suggerisci alle persone cosa fare alla fine del video, spesso non faranno nulla. È quindi fondamentale incoraggiare chi guarda a interagire.

Tuttavia, non esagerare chiedendo sempre di essere contattato.

Segui questa regola:

  • 80% di richiami all’azione come seguirti sui social, condividere, commentare, ecc.
  • 20% di richiami all’azione per prenotare una call conoscitiva.

Se esageri spingendo sempre le persone a contattarti sarebbe vista come una pubblicità e darebbe soltanto fastidio alle persone, allontanandole.

Infine l’ultimo step, quello della pubblicità a pagamento.

Fase 3: Sistema di Acquisizione Clienti e Pubblicità a pagamento

L’ultima fase del lavoro consisteva nell’accelerare la crescita investendo in pubblicità a pagamento. Tuttavia, anche la pubblicità deve essere realizzata seguendo una strategia precisa, altrimenti risulterebbe inefficace.

Con Elisabetta, abbiamo creato un webinar dedicato a tutte le donne che soffrono di dipendenza affettiva.

Ecco una foto di come si presenta:

In questo webinar, Elisabetta forniva una serie di informazioni per aumentare la consapevolezza e concludeva con un invito all’azione, invitando le partecipanti a contattarla per un primo appuntamento conoscitivo gratuito.

Per guardare il webinar, le persone dovevano prima registrarsi inserendo il loro nome e indirizzo email in un apposito modulo. In questo modo, abbiamo creato un elenco di potenziali pazienti interessati al webinar di Elisabetta.

Utilizzando un software di gestione email, abbiamo creato una serie di email che venivano inviate agli iscritti nei giorni successivi.

Queste email avevano lo scopo di aumentare la consapevolezza sull’argomento e dimostrare l’efficacia del percorso di Elisabetta attraverso testimonianze di pazienti soddisfatte.

Ecco lo screenshot della conversazione avuta con Elisabetta:

Con una spesa di circa 100€, siamo riusciti a ottenere 467 contatti e 3 nuovi pazienti. Anche se alcuni contatti non diventano subito clienti, non significa che non siano validi.

Molte persone potrebbero decidere di iniziare un percorso di terapia in un secondo momento. Per questo, Elisabetta invia periodicamente email di valore, ricevendo nuove richieste di colloquio con ogni invio.

Spesso, una persona può rimanere iscritta alla newsletter per diversi mesi prima di decidersi.

È importante quindi continuare ad alimentare questa lista di contatti e non trascurare mai le persone già presenti continuando a condividere saltuariamente un email che contenga consigli, suggerimenti, testimonianze di pazienti che hanno risolto il problema etc.

In conclusione come posso promuovermi come Psicologo/a online?

Come avrai notato, non ti ho parlato di tecniche specifiche, ma di un insieme di strategie, strumenti e modalità di comunicazione che, come nell’esempio di Elisabetta, fanno la differenza per avere successo come psicologo/a.

Attualmente, insieme a Elisabetta, stiamo lavorando su nuovi progetti con l’obiettivo di crescere ulteriormente e creare nuove fonti di reddito, aiutando le donne a superare la dipendenza affettiva.

Ti lascio anche la testimonianza video in cui lei stessa racconta il suo percorso:

Se anche tu desideri aumentare il numero di pazienti e il fatturato, non ti resta che entrare in PsicoBiz, dove sarò personalmente disponibile per aiutarti.

Ti aspetto e ci vediamo nella prossima guida,

Simone

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